Bagno Zero Stella Alpina (sesta parte)

La calda estate 1998, la più bollente del secolo secondo i meteorologi, l'estate dei Valeriooo e dei capelli ossigenati, dei Mondiali sfigati e dei rigori sbagliati, ormai non aveva più niente da dire. Partiti i pochi clienti, esaurite tutte le feste a disposizione - compresa quella del decennale di Chiamami Città che ci ha procurato una biblica strigliata ad opera del direttore Claudio Costantini - il bagno Zero si presentava ora come una landa desertica che vedeva solo il sottoscritto, Massimo, Ulriche e Attila a rappresentanza dei generi umano e canino. Sembrava davvero giunto il momento di raccogliere armi e bagagli, quando proprio sabato scorso è accaduto l'insperabile.

Poco prima di pranzo una suorina piccola piccola, tutta bianca, ha fatto capolino all'interno della cabina mentre i miei compagni di sventura ed io eravamo intenti a preparare la quotidiana razione di peperonata coi ciccioli.
"Perdonate l'intrusione, amici", ha esordito la religiosa mentre Massimo si preoccupava di celare col proprio corpo lo scollacciatissimo calendario di Le Ore, "sono Suor Giuseppa del Pio Istituto San Calogero per la Conversione del Pellegrino e il Ravvedimento del Vegliardo. Ho in strada un pullman pieno di pensionati della Dalmine, e sto cercando uno stabilimento balneare a buon mercato per far passare loro una settimana di riposo senza spendere una follia. Se lorsignori fossero così gentili..."
"Siamo qui per questo, signora suora! Anzi, approfitto dell'occasione per invitare lei e i simpatici vecchietti a degustare questa mia prelibata pietanza!"
Posato l'occhio, e soprattutto il naso, sull'ignobile sbobba che stava bollendo nel calderone, la religiosa ha gentilmente declinato, adducendo scuse di tenore gastroenterologico.
"... E poi dobbiamo ancora cercare l'albergo ! Ma nel primo pomeriggio saremo tutti qui a godere della vostra ospitalità e di questo bel sole di settembre. Sia lodato Gesù Cristo!"
"Amen!"

Dopo poco più di due ore, in effetti, il Bagno Stella Alpina era invaso da una cinquantina di signore e signori la cui età media, a una prima analisi, non doveva essere inferiore ai novant'anni. Alcuni di loro, riunitisi in un gruppetto, avevano intonato un coro di guerra della brigata Julia, un altro più intraprendente stava sfacciatamente palpando le tette di Ulriche, altri ancora manifestavano rumorosamente il loro disappunto per la mancanza del campo da bocce.
"Ma quali bocce e quale briscola?!? Durante questa vacanza ritornerete tutti ragazzini, come nel film Cucù... Cocun... insomma, quello lì! Tanto per cominciare, via quei cappellini e quelle braghe ascellari! È ora di rifarsi il look!".
Pochi minuti dopo, tra l'entusiasmo generale e lo sdegno di Suor Giuseppa, la spiaggia era tutta un fiorire di bandane, occhiali a specchio e calzoncini Sundek, con qualche slancio di audacia della signora Buratti Mavoncelli che pretendeva un perizoma fucsia e il piercing nell'ombelico.

Felicissimo di poter dar sfogo al suo innato spirito organizzativo, Massimo ha così programmato, per quello stesso giorno e per tutti i successivi, una tabella di marcia degna del Decathlon: torneo di beach volley tre contro tre, durante il quale l'ex ragioniere Colombo Gaetano ha piazzato tutte le schiacciate che aveva sognato nella sua grigia esistenza di travet; battaglia senza esclusione di colpi con Liquidator e bombe d'acqua, una manna per il geometra Bonetti Federico che ha vendicato in un'ora tutte le angherie del suo ex capufficio; tutte le mattine, lezione di aerobica per le gentili signore tenuta da Ulriche Offenbach, con rudimenti di Yoga, Tai Chi e meditazione trascendentale; crociera notturna sulla motonave Love Boat grazie alla quale Mosconi Romolo ha capito che il suo mal di mare era solo una repulsione emotiva giovanile; e per finire in bellezza, notte brava al Cocoricò con esibizione sul cubo di Fumagalli Elisabetta, che credeva ormai di doversi fermare alla canasta e all'uncinetto. Solo un paio di irriducibili, in tutta la comitiva, disertavano sistematicamente le iniziative di Massimo per dedicarsi ad attività più tranquille; ma ogni volta che, tanto per fare un esempio, si sottoponevano alle sabbiature, venivano beccati dai compagni con affermazioni tipo: "Cosa fa, avvocato, le prove generali di sepoltura?"

E devo dire che sono riuscito quasi a commuovermi quando una mattina, mentre Massimo ed io stavamo preparando la pista per il secondo Gran Premio Stella Alpina, la signora Zaniboni si è avvicinata a noi timida e sorridente:
"Ragazzi, voi avete capito come fare con noi anziani. Non come quei disgraziati dei miei figli che non vedono l'ora di chiudermi in un ospizio per litigarsi la mia casa e la mia pensione. La vecchiaia è una brutta bestia, specialmente in una società come la nostra, dove tutti hanno fretta e non hanno tempo né voglia di ascoltare la voce della saggezza: sei solo un sacco vuoto da gettare nel primo cassonetto. Per fortuna ogni tanto si incontrano giovani come voi, che hanno capito che per invecchiare meglio bisogna restare un po' ragazzi con tante cose da fare e tanta voglia di scoprire cose nuove: non sono solo gli anni a distruggerci, figlioli, è l'indifferenza e la noia. Grazie per quello che avete fatto per noi!"
Detto questo, la signora Zaniboni ha estratto dalla borsa da spiaggia due enormi fette di crostata, una bottiglia di fragolino e la sua foto da ragazza:
"Voglio che la teniate voi perché questa è la Cesarina Zaniboni che dovete ricordare. E... un'altra cosa: per la gara di oggi pomeriggio voglio la biglia di Schumacher, altrimenti non gioco. Chiaro?"

Quella sera stessa era in programma la cocomerata in riva al mare, e mentre l'allegra brigata intonava "Born in the U.S.A" di Bruce Springsteen, sotto gli occhi indignati di Suor Giuseppa che avrebbe preferito "Resta con noi Signore la sera", Ulriche ci si è avvicinata e ha chiesto di poterci appartare per poter parlare di una cosa delicatissima. Una volta soli nella cabina, la giovane teutonica ha confessato ciò che la turbava:
"Io... non so come dirvelo... mi sono... come si dice in italiano? Sono innamorata! Credo di aver incontrato l'uomo della mia vita: bello, alto, intelligente, con lo sguardo che ti passa da parte a parte, forte e maschio! Ne parlo con voi perché siete i miei migliori amici ma... non so proprio come farglielo capire!"
"Non ti preoccupare, Uli: basta avere un po' di pazienza e prima o poi si farà avanti lui. Dopotutto, non sei certo una che passa inosservata! Fatti bella, metti il tuo costume più sexy, usa il tuo profumo più femminile e aspetta: se lui non è idiota, non saprà resisterti!"
"Massimo, sapevo di poter contare su di te!" (bacino sul naso).
"Questo ed altro per la mia gattona!" (Pensiero: se eri pazza di me potevi anche dirlo prima!)

La mattina seguente Massimo Riserbo ha puntato la sveglia per le quattro e mezza, per essere sicuro di non trascurare niente: colazione leggera (fagioli e cotiche), doccia, shampoo, un'altra doccia perché la prudenza non è mai troppa, denti, barba (lui che la barba non l'ha mai avuta), dopobarba, profumo, deodorante ascellare, borotalco, gel (inutile, visto che lo scoiattolo che si porta in testa rifiuta sistematicamente ogni trattamento), costume fresco di lavaggio con fascinosa scritta BAGNINO sul petto. Dopo una veloce capatina al vicino giardino del Grand Hotel, dove ha trafugato cinque splendide rose rosse, il mentecatto si è recato in battigia, fingendo di rastrellare, ma in realtà attendendo l'arrivo dell'amata Ulriche. Che si è presentata in spiaggia alle otto spaccate, come ogni mattina, seducente e profumata come mai prima ma, ahimè, in compagnia dell'armadio vivente Berto Bertozzi, bagnino di salvataggio della zona uno.

"Massimo! Ha funzionato! Vieni qui, che ti faccio conoscere il mio fidanzato Berto!"
"N... No, grazie, Uli... Un'altra volta! Devo andare in bagno a fare la pipì!"
Così, piazzate le rose in un cestino, il Riserbo si è infilato effettivamente nel bagno: ma a meno che non si tratti di un gravissimo problema alla vescica, sarei pronto a giurare che Massimo, anzi Massimino, stia cercando di battere il record europeo di pianto a dirotto senza interruzione.

La calda estate 1998, la più bollente del secolo, l'estate dei Valeriooo e dei capelli ossigenati, dei mondiali sfigati e dei cuori spezzati ora non aveva davvero più niente da dire.


Dr. Danny Irreparabili.